mercoledì 8 ottobre 2014

Le mie dimissioni


Ciò che penso della delega lavoro è contenuto nel mio intervento di ieri in quest'aula. Avrete sentito che il mio dissenso è profondo sia nella forma che nella sostanza del provvedimento. Soprattutto mi preoccupano gli equivoci che hanno dominato il dibattito. I progetti raccontati ai cittadini non corrispondono ai testi che votiamo in Parlamento. L'opinione pubblica ha capito che stiamo cancellando l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma questo non c'è scritto nella legge delega. D'altronde, quell'articolo non esiste più nella legislazione italiana perché è stato cancellato due anni fa dal governo Monti. Quindi in Italia sono già possibili licenziamenti individuali per fondati motivi. Ora si vuole aggiungere che si può licenziare anche dichiarando motivi falsi in tribunale. Ma questo è contrario alla civiltà giuridica.

Inoltre si è promesso ai giovani il superamento dell'attuale precarietà, ma gli strumenti della legge e la mancanza di risorse non garantiscono il raggiungimento dell'obiettivo. Per non deludere le aspettative dei giovani dovremmo cambiare molte parti di questa legge, ma la chiusura della discussione impedisce i miglioramenti. Questa legge delega non contiene indirizzi e criteri direttivi, è una sorta di delega in bianco che affida il potere legislativo al potere esecutivo senza i vincoli e i limiti indicati dalla Costituzione. Non è la prima volta che accade, ma stavolta sono in discussione i diritti del lavoro.
Queste scelte sono, a mio parere, in contrasto con il mandato ricevuto dagli elettori. Non erano certo contenute nel programma elettorale che abbiamo sottoscritto come parlamentari del Pd nel 2013.

Al tempo stesso non sono indifferente alla responsabilità di rispettare le decisioni prese dal mio partito. E neppure alla responsabilità del rapporto di fiducia tra la mia parte politica e il governo. Sono altresì consapevole che i margini di maggioranza al Senato sono piuttosto esigui e non ho alcuna intenzione di causare una crisi politica. Anche se ho sempre sostenuto - e ora ne sono ancora più convinto - che l'alleanza tra partiti di destra e di sinistra dovesse essere a tempo e non per l'intera legislatura. Sarebbe meglio per tutti se la prossima primavera si tornasse a votare per formare un governo con un chiaro e determinato mandato elettorale. Ma, ripeto, questo non posso e non voglio deciderlo io. Saranno le massime autorità istituzionali a definire i tempi della legislatura.

A me rimane il problema di conciliare due principi opposti: la coerenza con le mie idee e la responsabilità verso il mio partito e il governo. Ho trovato solo una via d'uscita dal dilemma: voterò la fiducia al governo, ma subito dopo prenderò atto dell'impossibilità di seguire le mie idee e mi dimetterò da Senatore della Repubblica. 
È una decisione presa di fronte alla mia coscienza, senza alcun disegno politico per il futuro. Però continuerò come militante in tutte le forme possibili il mio impegno politico. È stato e sarà ancora la passione della mia vita.

122 commenti:

  1. Le faccio i miei Complimenti Senatore,ma uno come lei e con i suoi valori deve restare in parlamento,Atri debbono lasciare ,perché tradiscono giorno dopo giorno i lavoratori che li hanno votati. raggirandoli con menzogne e non rispettando i valori della SX.Grazie x il suo operato.

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    1. L'intero villaggio sarà pulito se ciascuno spazzerà davanti alla propria casa. Si potrebbe cominciare dall'interno delle case e il caro senatore si meriterà i complimenti se, adesso che renzi si è finalmente deciso a dargli attenzione, esigerà che il PD sanzioni non i 3 dissidenti, ma i 7 obbedienti che giorni fa hanno negato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di un parlamentare con una scusa oscena (sindaco perseguitato in quanto e' ovvio che se intercetti unabditta appaltatrice e' ovvio cheee prina o poi ci scappa la telefonata al sindaco, e quindi c'e' premeditazione da parte dei magistrati!!!). Non se ne puo' piu'. Io non voglio certo che quel parlamentare venga condannato ma che si difenda in giudizio e che il PD la smetta di trasformare il parlamento in un porto sicuro x gli inseguiti dalla legge. Tocci e' contento che il PD sia il partito degli onmertosi e dei favoreggiatori? Se no, esiga sia dallo scranno parlamentare che nel nazareno, un atteggiamento teso a riportare la decenza nel tempio. Inve e di lasciare solo Casson su questo caso vergognoso, faccia valere il suo peso morale per ricominciare da qui a spalade la vergogna del PD, invece di lavarsene le mani come ponzio pilato.

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  2. Secondo me meglio una crisi anche per far capire che il partito non è una persona, che avere il 41% e poi disattendere le aspettative del proprio elettorato ha delle conseguenze anche in parlamento. Che le idee diverse non possono e non devono essere calpestate in nome di un governo che tutto è tranne di sinistra. Per una questione di mia morale io non voterei mai una cosa che non condivido.

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    1. perfettamente d'accordo, io ho sempre votato a sinistra ma questo renzi si e' solo servito del pd per andare al governo - l'hanno studiata bene con il suo compare di merende Berlusconi e gli elettori hanno abboccato - e' il momento di aprire gli occhi ( tanti lo hanno gia' fatto) - occorrono elezioni subito e renzi si presenti con un partito suo che con la sinistra non ha niente a che vedere ... poi si vedra' se prende il 40%

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    2. 40% di che? erano gli stessi voti (forse qualcuno meno) di quelli presi alle politiche da Bersani. Ergo solita truffa alla renzino

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    3. Finalmente una persona seria e coerente . un vero uomo di sinistra che non riesce a stare in un partito di destra come è attualmente il PD di Renzi. Un applauso alla persona e personalità di Tocci e alle sue idee politiche che sono quelle di un uomo di sinistra.

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    4. Condivido in toto le sue affermazioni.

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  3. 1) votare e dimettersi. 2) non votare e dimettersi. 3) non votare e non dimettersi. Tra le tre scelte possibili Lei (tu) hai optato per la 1). Mi sembra tutto grasso che cola, per Renzi & Co. Un voto più sulla fiducia e un senatore rompicoglioni in meno. Un bel regalo. Io avrei capito le dimissioni nel caso 2). Non avrei niente da osservare nemmeno nel caso 3). Io consiglierei un ripensamento, che porti all'opzione più "normale": votare, dopo aver detto (e ormai è chiaro) perché lo si fa e restare per portare avanti le proprie idee nell'ambito del gruppo e del partito. Anche per non lasciare più soli quelli che le condividono. Rispetto garantito, comunque, in ogni caso e qualunque sia la scelta definitiva.

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    1. Io opterei per la 3. Non votare la fiducia e lasciare il PD. La sinistra si deve costruire.

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    2. Non mi pare che stia rompendo i coglioni. Ha detto che vota sì a quella schifezza anche se non è d'accordo ecc ecc, stile Civati, e poi si dimette. Il Senato respingerà le dimissioni e amici come prima. Dove sta la rompicoglionaggine?

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    3. Io credo che Tocci sia stato di una coerenza rarissima in quello che, ora, è la politica.
      Ha fatto quello che in un Partito va fatto è poi, con uno schiaffo morale al suo partito(qui la minuscola è voluta) ha dimostrato che in Italia esistono persone che continuano, nonostante tutto, a inseguire idee e non poltrone

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    4. sono d'accordo con tutto il discorso di unknown. le persone che l'hanno votato , lo hanno fatto per le sue idee, in qualsiasi partito si fosse candidato l'avrebbero appoggiato, hai solo sbagliato a prendere il treno, scendi alla prossima stazione e salta su quello a fianco, vedrai che rispetti gli elettori, la verità e le tue idee.nessuno la scambierà per Scilipoti. suerte

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    5. Trovo che il comportamento di Tocci non sia affatto coerente e che manifesti, al contrario, una posizione sterile e controproducente.

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    6. non votale e dimettersi e fare con la sinistra pd un gruppo diverso dal pd di renzi -

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  4. Ritengo che questo sia un comportamento irresponsabile e vigliacco. Il capo di un partito, arrivato al potere con una congiura di palazzo, forza la Costituzione e un senatore dotato di coscienza e senso critico si dimette dopo aver votato la fiducia ad un atto incostituzionale, tradendo l'elettorato, gli ideali di una vita, la Costituzione del nostro Paese e tutto in virtu' di un settario senso di appartenenza ad un partito, evidentemente ritenuto più importante dell'elettorato, della democrazia, della Costituzione, dell'Italia. Che delusione!
    Suo dovere è stare sullo scranno e difendere i cittadini e le regole, invitando a lasciare il partito coloro che lo tradiscono ogni giorno. La invito a tornare sui suoi sciagurati passi.
    Giovanna

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    1. Sottoscrivo anche la punteggiatura

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    2. Concordo in pieno

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  5. Se proprio ci si deve dimettere allora tanto vale farlo subito ed essere coerente con i propri elettori e il mandato da questi ricevuto. Diversamente si vota per la sfiducia.

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  6. Giusto, ha fatto bene! Ma ora non ritiri le dimissioni. E chieda ai colleghi di non respingerle come da prassi. Questa è la sua quarta legislatura. Ormai avrà dato tutto il meglio di sè e si può ritirare soddisfatto.

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    1. Si è vero si può ritirare soddisfatto perchè ormai ha raggiunto l'apice del sodalizio eterno a discapito del popolo..Radical chic

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  7. Non dia le dimissioni ma voti NO e passi al gruppo misto.

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    1. Chi ha ancora un po' di buon senso deve trovare naturale votare NO alla fiducia. Meglio una crisi di governo come tante altre che andare a dormire con la coscienza disturbata, con quali appellativi volete passare alla storia?

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    2. sono d'accordo

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  8. Fate valere la ‪#‎Costituzione‬! Art. 70 Art. 72 Art. 76 e Art. 77 impediscono di delegare in bianco al ‪#‎Governo‬ il potere legislativo. Il ricorso alla fiducia su una delega non è espressamente vietato ma contrasta fortemente con i principi costituzionali, inoltre nella legge delega deve essere specificata la 'determinazione di principi e criteri direttivi' e il Governo non può legiferare al di fuori di questi. Si può ricorrere alla Corte Costituzionale se il Governo viola questa regola.

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  9. Mi complimento col Senatore per il coraggio di dire quanto pensa. Tuttavia non è condivisibile questa cosidetta "lealtà bulgara" al partito per quanto è stato deciso a maggioranza. Un parlamentare deve essere prima di tutto leale verso il mandato ricevuto dalla gente e verso il partito solo se questo persegue il mandato popolare. Diffido molto da chi si nasconde dietro la cosiddetta obbedienza di partito quando si tratta di cancellare i principi democratici fondanti del partito stesso. Uno di questi principi è la difesa dei ceti deboli e la difesa dei lavoratori. Senatore, le fa onore la decisione se davvero si dimetterà, ma non è sufficiente per rispondere al mandato popolare.Soprattutto lo dica forte al partito, ai dirigenti e ai suoi colleghi che tentennano e accettano i ricatti per paura di perdere la poltrona.

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  10. Complimenti Senatore, mi dispiace solo non aver potuto votarla (e per limiti d'età e per questa legge elettorale canaglia). Lotti per noi!
    Grazie per fare il suo lavoro.

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  11. No, caro Tocci, lei continua in un errore che ci accompagna dalle dimissioni di Trentin dopo l'accordo-capestro del '92 (si, quel meraviglioso accordo anti.inflazione che mandò in pensione la scala mobile, bloccò la contrattazione aziendale e rappresentò la morte dei lavoratori): non serve a nulla dimettersi dopo aver chinato la testa, meglio votare contro e dare così un senso alle proprie dimissioni. Temo però che lei tornerà sui suoi passi (e il voto di fiducia rappresenta un buon viatico).
    A presto

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  12. Francamente, mi delude e mi fa arrabbiare, quasi quanto Renzi. Ho votato un PD che aveva un programma molto diverso da quello che sta attuando Renzi. Sono gli altri suoi colleghi del PD che inebriati dal raggiungimento del 40% e dal miraggio della stanza dei bottoni, stanno tradendo in maniera vergognosa il mandato elettorale. Se Lei vota la fiducia e si dimette, tradisce anche Lei. Perche' questa volta non fara' valere il suo dissenso e in futuro ci sara' ancor meno dissenso nel luogo dove (per ora) si prendono ancora le decisioni. Non e' molto diverso dagli altri colleghi dissenzienti, che hanno accettato un cambiamento di agenda politica per attaccamento al partito, prima che ai valori che il partito aveva detto di rappresentare. Forse il suo comportamento e' piu' dignitoso, ma ugualmente inefficace. E poi e' sicuro che sara' in grado di portare avanti la sua battaglia o che qualcuno avra' in futuro la possibilita' di portarla avanti?
    E’ ormai chiaro da tempo che l’obiettivo politico di Renzi e’ il raggiungimento ed il mantenimento del potere, attraverso la scalata al PD sfruttandone le regole democratiche (che per lui sono state interpretate in maniera flessibile ma che egli non interpreta poi allo stesso modo), lo spostamento del PD a destra con la designazione ad erede da parte del pensionato Berlusconi e contemporaneamente un cambiamento delle regole costituzionali ed elettorali che lo garantisca dall’esistenza di una forza politica alternativa a sinistra alle future elezioni. Se avra’ successo, non solo avra’ usato il mio voto alle elezioni parlamentari (voto che non ho mai potuto dargli e che non ha mai avuto la cortesia di chiedermi) per cambiare il paese diversamente da come mi era stato promesso, ma, per la prima volta da quando voto, mi avra’ anche lasciato senza alternativa di voto alle prossime elezioni. E Lei, con il suo bel gesto, come i suoi colleghi inebriati dal potere e come i suoi colleghi fedeli alla ditta, avra' collaborato...

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  13. Caro Walter (ti ho votato alle primarie per il parlamento e mi arrogo il privilegio di darti del tu).
    Trovo tu abbia fatto due errori.
    La fedeltà al partito, se un partito è infedele a se stesso, al mandato datogli dagli elettori, al senso della sua missione, alle ragioni politiche che ne sono alle fondamento, mi sembra un atto sbagliato.
    Il PD non merita fedeltà, perché è stato infedele con elettori e iscritti.
    Per questo, permettimi, hai fatto male a votare sì, e cioè ad suffragare questa infedeltà.
    Ti prego di non fare un altro errore e di dimetterti, lasciando spazio a qualcuno (non so chi è che ti dovrebbe sostituire) che, magari, potrebbe risultare molto più arrendevole e carrierista.
    Alessio

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    1. Condivido pienamente. La responsabilità politica prevalente è il voto non le dimissioni!

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    2. Sono d'accordo. Ricordo il suo discorso al Politicamp, a luglio, ricordo l'atmosfera che si respirava, la voglia di riappropriarci della nostra identità e della tradizione democratica e valoriale della sinistra italiana, di fronte alla realtà di un partito ridotto a copyright, svenduto alle destre e svuotato di senso e valori. Quindi, votare la fiducia perché? Lealtà a chi o a cosa? E perché dimettersi? Caro Senatore, capisco lo scoramento, ma il suo posto sarà occupato dal prossimo dei giovani rampanti nella lista d'attesa e servirà solo ad ampliare le fila del giglio magico, non certo a rendere proficuo il sacrificio di un uomo coerente.

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  14. Non condivido la sua posizione sul JobsAct. Anzi, sono convinto dell'impianto dato da Renzi. Ma non capisco perchè uno si debba dimettere. La sua è una posizione di minoranza del PD. Nella democrazia si lotta ma alla fine accetta il verdetto di un voto. Gli estremismi di pensiero da una parte e dall'altra (JobsAct = cacca & JobsAct = perfezione) sono quasi sempre errori. Fossi in lei ci ripenserei e proverei a cambiare atteggiamento.

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    1. il verdetto di un voto? si sta parlando di una delega in bianco su cui il governo ha messo la fiducia per evitare di discutere nel merito delle riforme che intende varare.
      si tratta di due stati che dovrebbero essere d'eccezione
      1) l'uso della legge delega
      2) l'uso della fiducia
      in più, grazie a dio, la nostra costituzione non prevede il vincolo di mandato e il singolo deputato può di volta in volta come votare.
      in un caso come questo, poi, in cui non si tratta solo di una questione di coscienza personale, ma anche di votare in rappresentanza di una componente importante dell'elettorato del partito cui si appartiene e, quindi, non di votare a titolo personale, ma a titolo di rappresentanza di una componente importante del partito, il problema non si pone ed è perfettamente lecito votare in disaccordo col proprio gruppo parlamentare, oppure come ha deciso di fare il senatore Tocci votare in accordo, ma dimettersi per non dover più votare contro la propria coscienza.
      Fa sorridere che gli alfieri della modernità renziana propongano come modello di democrazia una sorta di "centralismo democratico" recependo dell'eredità del PCI solo le parti peggiori.
      Io preferirei che il senatore non votasse la fiducia e non si dimettesse, preferirei anzi che restasse al suo posto e che accadesse finalmente l'inevitabile: una scissione all'interno del PD prima che la minoranza evapori perdendo pezzi un po' per volta, fra dimissioni e fuoriuscite in ordine sparso.

      Emiliano Turazzi

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    2. Ma poi queste sono invenzioni... La disciplina di partito non è contemplata dalla costituzione... Un senatore risponde solo a i suoi elettori...

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  15. Mi associo ai precedenti complimenti e commenti

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  16. Da senatore lei rappresenta la nazione. Lasci piuttosto il suo gruppo e continui a rappresentare chi l'ha votata e il programma con cui è stato eletto.
    Alessandro

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  17. Walter, vota come ti dice la testa e non dimetterti. C'è bisogno di te in Parlamento.

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  18. La rispetto moltissimo, ma questa decisione non è da lei mi dispiace ... non voti la fiducia ed esca dal PD ... questo le farebbe onore!

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  19. Per favore Lasci il PD e non il parlamento.

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  20. Passi con SEL, il PD è ormai un partito sempre più vicino alle politiche della destra di Berlusconi.

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  21. Il mondo non lo si cambia con le opinioni, ma con i fatti.
    Tutta la mia sincera stima. Un gesto coraggioso, che ancora ci palesa come l'Italia abbia la classe politica che merita, e per persone come Lei non ci sia spazio in un parlamento che si palesa ancora una volta per quello che è: un congresso di democristiani e affaristi. Saluti, le auguro le migliori fortune!

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  22. <lasci il PD non il parlamento.In bocca al lupo Senatore

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  23. Bella pagliacciata. Complimenti.

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  24. Non sarebbe stato meglio dimettersi e basta?

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  25. non voti un provvedimento contrario alla civiltà giuridica. e resti in parlamento per portare avanti le idee che hanno legittimato la sua elezione che, con questo provvedimento vengono oggi tradite. grazie.

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  26. Renzi sta eseguendo ordini per distruggere il PD ... non voti la fiducia, non se la merita...

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  27. condivido il Suo pensiero e sostengo che se il provvedimento non rispecchia il Suo modo di vedere, nel profondo senso morale che la contradistingue, la inviterei a votare contro, manifestando le motivazioni apertamente in aula e di fronte ai cittadini, c'è bisogno di un grande risveglio di coscienze!

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  28. Orgogliosa di te, Walter. La "nostra" storia impone questo. ESATTAMENTE questo. Tuttavia, Walter (fratello, compagno): quae me suspensam insomnia terrent.
    Resta in Parlamento, oltre la nausea. Oltre.
    Davvero, grazie

    Marina

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  29. Dimissioni che poi verranno naturalmente respinte e lei si accontenterà di averle "minacciate" Ridicolaggini come al solito..

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  30. "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato."
    Rispettare la Costituzione della Repubblica Italiana e il patto con i suoi elettori è suo dovere.
    Oltre che nostra speranza.
    Lei DEVE continuare a rappresentarci.
    Non abbiamo altro.

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    1. Senza vincolo di mandato vuol dire che anche se ti sei presentato con un programma puoi sempre cambiare idea. Il mandato viene dal voto non dal partito!

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  31. Semplicemente: complimenti.

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  32. Caro Tocci, non capisco le dimissioni. Uno come lei arricchisce il dibattito in Senato anche senza essere più iscritto al PD. Dovrebbe rispondere ai cittadini che l'hanno eletta ancora prima che agli ordini dei ranghi del partito. Credo che dimettendosi farebbe solo il gioco di Renzi, ed io che sono un elettore proprio non voglio.

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  33. La scelta migliore è la 3: non votare e non dimettersi. Perché deve dimettersi lei se sta perseguendo le sue idee e gli obiettivi per cui si è candidato? Dovrebbero essere gli altri a dimettersi e bisognerebbe cominciare a chiederlo. Andarsene è come rassegnarsi ad una sconfitta che non servirà né a lei né ad altri, né a tutti coloro che ritengono sbagliata la via del PD guidato da Renzi. E' ora di iniziare a reagire senza nascondersi. Le maggioranze non possono pretendere che la minoranza dica sempre e solo di sì.
    Sergio Solimena

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    1. Concordo e mi meraviglio di quella SX del PD che ha votato per "disciplina del partito". E dove è finito il rapporto con i propri elettori? Un PD che ha fatto una giravolta di 180° nella sua politica economica e che ci sta legalmente schiavizzando operando su dettatura della JPMorgan,della BCE e della Germania del IV Reich.

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  34. Ho votato PD perché la penso come te. Quindi votare contro significa rispettare il mandato degli elettori. Le dimissioni sono un tradimento verso noi iscritti ed elettori che non abbiamo dato mandato a Renzi di modificare l'art 18

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  35. Sbagliato Tocci, con la sua decisione sta legittimando l'azione di un governo che: intende legittimare i licenziamenti anche dichiarando false motivazioni, che impedisce la discussione parlamentare anche per affrontare il tema della precarietà, che affida assume il potere legislativo senza i vincoli e i limiti indicati dalla Costituzione, incoerente rispetto al programma del Pd del 2013, e sta legittimando un Parlamento a sostituirla con non si sa bene chi. Leale dunque rispetto al mandato partitico ma sleale rispetto al mandato assegnatole dalla Costituzione.

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  36. Sono un elettore del MoVimento 5 Stelle, mi inchino alla Sua coerenza ma personalmente avrei votato No anche per il rispetto di quelle persone che hanno votato per Lei alle primarie Sen. Tocci. Ci ripensi il parlamento ha bisogno di persone di coerenza. Parlo anche per mio interesse.

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  37. WALTER : NON FARLO !!

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  38. Gentilissimo on.le Tocci,
    la ringrazio sentitamente per il voto e per le dimissioni
    Cordialmente
    Matteo Renzi

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    1. Questo tronfio ragazzino ha anche la facciatosta di ringraziare ................. questa è veramente la commedia dell'arte (la casta,le mafie,il Popolo,i vampiri della finanza ecc.ecc.).

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  39. Non doveva votare la FIDUCIA. MI scusi ma così da un contributo a fare una cosa davvero dannosa e sbagliata. Non esiste solo il PD. Sono più importanti gli elettori delle primarie che l'hanno votata. Mi ha delusa.

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  40. Complimenti Senatore. Lei è l'unico in quel partito ad non aver tradito il mandato elettorale. Veramente complimenti.
    È un voto su una legge delega che, senza entrare nel merito, consegna al governo la funzione legislativa che è prerogativa delle camere come recita la Costituzione. Il fatto che si tratti di una materia delicata come quella dei diritti dei lavoratori, peggiora enormemente il danno che oggi si è perpetrato. E credo ci saranno conseguenze pesanti.
    Lei On. Tocci ne esce da gran signore.

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  41. Sbagliato obbedire alla fedeltà al partito e non a quella agli elettori. Se si ritiene che il partito sbagli ci si dissocia e
    si vota contro, poi, se opportuno e richiesto, si discute sulla libertà all'interno del partito ( è come in MS5?) e, se si ritiene opportuno, ci si dimette dal partito e si continua a lavorare in senato in un altro gruppo. Se qualcuno la accusa di essere un voltagabbana, problemi suoi

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  42. No fiducia e no dimissioni

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  43. Tocci, hai fatto il tuo tempo, le chiacchiere stanno a zero, sei in politica da quando ero al liceo, circa 35 anni fa, e tutte le ricette che ci hai proposto hanno fallito, l'Italia e' un disastro e continui a propinarci le stesse favole. L'Italia e gli Italiani hanno biosogno di cambiare radicalmente strada e i miracoli non esistono, cosi' come non e' possibile continuare a credere nello stato-babbo natale. Purtroppo gli italiani, volenti o nolenti, chi piu' e chi meno, si sono mangiati il passato, il presente e il futuro e oggi bisogna fare scelte drastiche, rinunce, e abbandonare i percorsi che hanno portato a questi risultati.

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    1. Concordo!!! Se le politiche e i politici del passato ci hanno portato a questo ben venga un cambiamento di uomini, idee e strategie! Forza Renzi!!

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  44. Un senatore non è sottoposto a vincolo di mandato (articolo 67) e "le donne e gli uomini del Partito democratico riconoscono nella Costituzione italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica" (premessa codice etico PD) non riesco, quindi, a capire perché Walter Tocci abbia votato la fiducia ad un provvedimento in cui non crede e non previsto dal programma per cui è stato eletto, tradendo se stesso e il proprio mandato elettorale. Di fatto ha fatto prevalere la fedeltà al Partito al rispetto dei cittadini che hanno avuto fiducia in lui. Se riteneva che il PD gli impedisse - cosa impossibile - di votare secondo coscienza o che lo espellesse - cosa assurda - per averlo fatto, doveva semmai dimettersi dal PD, non votare il provvedimento e restare senatore.

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    1. Concordo totalmente. Giorgio

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    2. Pienamente d'accordo...

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  45. On. Tocci, lei si è comportato al contrario : doveva votare no e rimanere senatore. Lei è responsabile nei confronti della sua coscienza e dei suoi elettori, non nei confronti del PD.

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  46. On. Tocci, per favore non si dimetta!

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  47. Le dimissioni sono un favore a Renzi ed un tradimento per quelli che l'hanno votata!

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  48. Gianfranco Denti9 ottobre 2014 08:25

    Caro Walter,
    non avevo dubbi sul tuo rigore morale e politico, lontano anni luce dalla miseria etica ed intellettuale di molti malevoli commentatori.
    Immagino però la tua sofferenza e per questo mi sento vicino a te.
    Saluti fraterni.
    Gianfranco Denti

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  49. Ho letto l'intervento del senatore e praticamente tutti i commenti. Mi pare che prevalga l'idea che avrebbe dovuto non dare la fiducia e restare. La mia opinione è che Lei non avrebbe dovuto dare la fiducia e restare in Senato e, naturalmente, lasciare il partito. Questo di che sarebbe stato un sonoro schiaffo all ' arroganza di Renzi. Io mi auguro che gli elettori del PD aprano gli occhi su cosa sia diventato realmente questo partito.
    Spiace doverlo dire, ma ormai i ruoli si sono invertiti la destra è più a sinistra del PD e sapete bene a chi mi riferisco

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  50. Forse "far politica" oggi in cui la polis è sgretolata vuol davvero dire coltivare la propria coscienza e renderne pubbliche le decisioni, credendo e sperando contro ogni speranza di seminare una cultura nuova e altra rispetto a quella vecchia e corrotta che oggi impera e sembra -ma non lo è- vincente.... Grazie, senatore!

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  51. ma se i buoni se ne vanno, restano solo i malvagi....

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  52. CANNE AL VENTO

    Walter Tocci è una delle persone di grandi qualità sulle quali il Pd ha bisogno di contare. Fuori dal Pd non c'è niente, questo è un problema che non si può dimenticare o far finta che non esista; la politica non si fa con gli atti di superbia intellettuale né con i velleitarismi (non parlo di Tocci, ma di certi consigli che si leggono a lui rivolti), ma accettando le sconfitte, per amare che siano (e questa è amarissima) e preparando la battaglia per ribaltarle. Bisogna essere come canne al vento, che si piegano quando la tempesta infuria e si raddrizzano quando passa: non si può e non si deve lasciare il Pd in mano a Renzi ed al suo "giglio magico" neo-democristiano, bisogna impegnarsi per (ri)fare del Pd un partito progressista e riformista in senso moderno. No, caro Tocci, il momento è durissimo ma non dovete andarvene, dovete stare là a dire a Renzi, al suo gruppo ed al Paese, che non rinunciate a svolgere il compito che ritenete necessario affinché si possa continuare a sperare in un futuro migliore e ad agire con tutta la forza che le circostanze consentono perché questo non resti una pura velleità, un desiderio coltivato nella coscienza individuale ma che non si traduce in azioni che vadano in quella direzione: si deve riconoscere la sconfitta del momento, ma non darsi per vinti. Resta, Tocci, tu ed i tanti altri che hanno capacità di pensare e di indicare che un altro Pd è possibile, è 'ancora' possibile, nonostante la luce cupa di oggi. Altrimenti non ci sarà nient'altro in cui sperare, in questo deserto che ci circonda.

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  53. Caro Senatore, non posso che levarmi il cappello di fronte alle sue motivazioni. Anche mia figlia Grazioso Alessandra Consigliere Comunale di maggioranza del PD a Bresso, eletta appena un anno fa, si è dimessa per gli stessi motivi. Ad maiora.

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  54. « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
    Lei deve rispondere solo ai cittadini (quelli veri non i 5stelle :) ), condivido il suo ragionamento ma non le conclusioni.
    Dovrebbe rimanere li e votare o non votare secondo la sua opinione e farlo nella trasparenza che la caratterizza in questo ragionamento. Sarà poi una decisione del PD valutare una sua eventuale esclusione dal gruppo parlamentare, ma certo non dal parlamento.
    Trovo profondamente sbagliato continuare a ragionare come “eletti di un partito” (che si trasforma spesso in “scelti da un segretario”) anche alla luce della dichiarata incostituzionalità della legge elettorale che ha portato a questa aberrante omologazione dei parlamentari.

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  55. Buongiorno Senatore.
    Da ieri so che in Parlamento PERSONE DI PAROLA ce ne sono ancora. PERSONE che sanno di occupare temporaneamente un ruolo di rappresentanza per il quale hanno avuto un delega da esercitare secondo Costituzione. PERSONE che sanno essere di parola anche in situazioni nelle quali la spinta è di segno contrario.
    Come feci in occasione delle annunciate dimissioni dell'On Lucia Codurelli, nella scorsa legislatura, in occasione della Legge Fornero, la invito a ripensarci, perché voglio che chi ha posizioni come la Sua continui a rappresentarmi in Parlamento.
    So che Le chiedo di continuare a mangiare un piatto indigesto, ma so anche che il ruolo di Rappresentanza, Lei lo ha scelto e quindi si era impegnato ad esercitare questo mandato per una legislatura.
    Certo, su altre e più alte intenzioni, su un programma che non includeva assolutamente ciò che sta all'origine delle Sue annunciate dimissioni. Ma se siamo arrivati fin qui vuol dire che persone come Lei sono minoranza nei luoghi dove si esercita la rappresentanza e ciò di cui non abbiamo bisogno ora è che ce siano ancora meno.
    Col più grande rispetto per il Suo travaglio interiore e rinnovandole la mia ammirazione per la coerenza, LE CHIEDO DI RITIRARE LE DIMISSIONI.
    Beppe Zani - Corte Franca - Brescia

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  56. buon giorno Senatore Tocci, prima di tutto grazie per il suo impegno, la sua passione e la sua dirittura morale. Mi associo al post di Beppe Zani che leggo subito sopra al mio e mi aggiungo a tutte le persone che le chiedono di ripensarci e ritirare le sue dimissioni. In ogni modo, e qualsiasi sia la sua scelta, di nuovo grazie
    Francesca Calanchi - Milano

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  57. Non sei tu che devi andare via, è il PD che tradisce ogni giorno i suoi elettori e l'Italia intera. Devi rimanere in trincea e combattere fino alla fine. Se sei circondato da traditori allora vai nel gruppo misto e con gli altri senatori es. ilic e altri fuiriusciti date vuta ad un'altro gruppo parlamentare. Bisogna creare l'alternatica vera a questo sistema corrotta.

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  58. caro senatore Tocci,
    preferirei che lei mantenesse il suo incarico e uscisse dal gruppo parlamentare a cui appartiene. e che non votasse la fiducia al governo, anche se capisco la drammaticità di una scelta del genere.
    è più importante la fedeltà a ciò che si ritiene giusto di una fedeltà a un partito o a un governo e la costituzione non precede alcun vincolo di mandato.
    la delega sul lavoro è uno strappo forte, nei modi e nei contenuti cui è lecito rispondere con gesti, civili, ma altrettanto forti.
    Finchè Renzi saprà di poter contare sul ricatto della fiducia e sul senso di responsabilità ( a mio avviso malinteso) delle minoranze del PD, sarà impossibile ricondurlo a una prassi più consona, finchè saprà di poter contare su questo tipo di lealtà sarà libero di fare tutto quello che vuole.
    Il punto è che il PD è due partiti in uno, ma il secondo procede in ordine sparso e non prende atto fino in fondo dello strappo avvenuto.
    Sarebbe forse il caso di pensare concretamente ad un "nuovo soggetto politico" come si diceva una volta.

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  59. Tanto di cappello, però Lei è stato votato e si dimette perché non viene fatta la politica che le avevano chiesto gli elettori, il presidente del consiglio invece resta ben saldo al suo posto utilizzando i nostri voti in maniera assurda.
    Mi scusi ma siamo al mondo all'incontrario...

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  60. Fiero di aver conosciuto Walter e di lavorare con lui in commissione istruzione al Senato, non da ultimo la risoluzione sugli Enti Pubblici di Ricerca. I suoi interventi sono per me fonte di ispirazione umana e politica.

    Ti sono vicino in questi momenti. Peccato per chi, non conoscendoti bene, si lascia andare a giudizi superficiali come alcuni di quelli che ho letto qui sopra.

    Spero ancora di lavorare con te.

    Fabrizio Bocchino

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  61. Bella sceneggiata, BUFFONE, non hai il coraggio delle tue idee, ammesso che siano vere.

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  62. Buongiorno Senatore. Sono Angelo Moiraghi, un "Esodato non ancora salvaguardato"; non la conosco personalmente ma oggi sono certo di averla conosciuta anche più profondamente che se ci fossimo frequentati per anni! Per rappresentarle il mio pensiero prendo a prestito le parole di un altro collega "Esodato" che condivido in toto: <>

    Angelo Moiraghi

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  63. L'unico errore è aver votato la fiducia.
    Non si dimetta da senatore ma dal PD e se così facesse sarebbe l'unico che rispetta il mandato elettorale, quindi non abbia sensi di colpa perchè lei non è stato eletto per fare quello che propone ora renzi ma esattamente l'opposto!

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  64. Uomini senza onore nei palazzi di Roma tengono in vita artificialmente un governo decotto mercanteggiando favori e strapuntini per sé e per i propri sodali, asserragliati coi loro privilegi nel Parlamento dei nominati.
    Uomini senza onore per le strade di Roma sovrappongono alla dimostrazione pacifica di tanti cittadini il loro disegno violento, ignobile e vigliacco, col volto coperto ma purtroppo non dalla vergogna che dovrebbero provare.
    Nel frattempo, l'Italia cola a picco.
    Uomini senza onore, avvelenatori della democrazia, l'Italia non ha bisogno di voi.

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  65. voto ma non ci credo... mi dimetto....non voglio seguire la linea del PD.....SE SEI LI LO DEVI A COLORO CHE HANNO VOTATO PD ED A COLUI CHE TI HA MESSO NELLA LISTA ......SE SEI COERENTE CAMBIA PARTITO P0 TORNATENE A CASA TANTO LA PENSIONE TE LA SEI CONQUISTATA

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  66. Grazie Senatore, per il rispetto dimostrato nei confronti dei suoi elettori, anche se so che il suo rigore e la sua coerenza l'hanno spinta a dimettersi, in primis, per rispetto di se stesso. E' un rispetto che coloro che non sono stati eletti evidentemente non devono a nessuno, così da poter guidare governi con alleanze impossibile, e di poter perseguire politiche che gli elettori non condividono. Mi aggiungo a coloro che le chiedono di valutare l'ipotesi di dimettersi anche dal partito. E' un guscio verniciato male di centrosinistra, ma ormai totalmente pieno di centrodestra. Lasciamolo agli invasori e costruiamo una nuova casa. Con stima, F Aglia

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  67. Caro Walter, capisco e condivido la tua analisi, però ti chiedo di non dimetterti. Non sarebbe giusto e non sarebbe utile "togliersi di mezzo". Si renderebbe soltanto tutto meno stringente: il confronto sulle proposte in aula sarebbe ancora più lasso, l'obbligo di confrontarsi col ragionamento verrebbe meno, e questo non può essere un bene. Ieri non è stato soltanto superato il tuo punto di vista individuale, ma quello di molte persone. Per favore, facciamo che le misure vengano almeno dibattute in aula. Questo è parte del tuo mandato di rappresentanza, che ti chiedo di continuare. Patrizia Lavia

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  68. Walter Tocci un Galantuomo!
    #STIMASSOLUTA

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  69. Ieri sera avevo letto su Televideo le dimissioni di Tocci dal PD. Ma evidentemente era un errore, oppure io nella fretta ho letto male. Le dimissioni solo dal Senato, e non dal partito, sono più comprensibili.

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  70. Caro Senatore, la Sua posizione mi appare talmente raffinata e sottile che me ne sfugge l'intima ratio. Tuttavia, solo questo volevo ricordarLe: costituzionalmente parlando, una volta eletto, Lei rappresenta la Nazione, non il Pd. Se il partito assume una posizione inconciliabile con le Sue più profonde convinzioni, Lei deve dimettersi dal (gruppo del) Pd, non dal Senato.
    Ben comprendo che non dev'essere facile rimanere in un Parlamento esautorato ed espropriato delle sue funzioni e nel quale ogni voce di dissenso è vilipesa prima ancora che zittita; ma, come accadde durante il fascismo, anche Matteotti era in assoluta minoranza e senza alcun potere, se non quello di voice e, ciononostante, mai pensò di dimettersi. Ma se davvero poi la sua flebile voce non contava nulla, perché mai Mussolini pensò bene di sbarazzarsene? Mi perdoni la franchezza, ma le Sue dimissioni mi sembrano allora, sia pur con le debite distinzioni, come se Matteotti si fosse suicidato ... per la vergogna di non essere fascista.
    Lei serve l'Italia (e all'Italia), non il Pd. Lei ha ricevuto la fiducia ed è stato eletto dai cittadini italiani, non dai membri dell'organo centrale di un partito che di democratico ha solo il nome.
    La prego, ci ripensi e ..."torni a bordo, c***o!".
    Con immutata stima.
    Alberto Bertin

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  71. Bravo merlo: vota la fiducia e si dimette cosi' da acconsentire a un provvedimento che non condivide, accogliere il plauso dell'elettorato che ha appena tradito e non compromettere i rapporti con il partito. Perche' non ha fatto un ulteriore passo votando contro la fiducia, "onorevole" ?

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  72. Bravo, levati dal cazzo! Cosa ce ne facciamo di queste "anime belle" che dissentono (a parole) e si adeguano (nei fatti)? Cervelli all'ammasso...

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    1. Caro "anonimo", non hai proprio nulla da comunicare, se non insulti? Tu e altri che, se hanno speso qualche minuto per la lettura dell'intervento del senatore, hanno avuto almeno qualche pensiero per qualche attimo nella loro testa; se, invece, si sono buttati a scrivere sull'onda di emozioni viscerali provate alla notizia delle dimissioni annunciate, allora non hanno proprio nulla nemmeno per se stessi.

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  73. Al Sen. Tocci la mia povera, ma convinta e commossa solidarietà. I suoi pensieri mi aiutano a capire. La sua decisione mi spinge a non abbandonare il PD, oggi nelle mani di un segretario e di un gruppo che vogliono cambiamenti profondi, certamente necessari, ma che rischiano di distruggere un patrimonio comune, quello della Costituzione..

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  74. Le critiche anonime non val la pena seguirle. Io invece apprezzo molto il suo gesto, anche perché conosco lei e la sua storia. Io però vorrei che restasse, la fedeltà al partito non può toglierle la libertà (costituzionale) dal vincolo di mandato, tanto più quando il vincolo dal mandato dei suoi elettori non è rispettato neppure dal segretario!

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  75. Lei mi sembra una bella persona ma mi chiedo dove e per che cosa continuera' ad essere militante politico. Che questa fosse la traiettoria del partito democratico lo si poteva capire prima ma non e' questo il punto. Il punto e' quale politica per il futuro e quale forma organizzativa dare alle idee che ormai sono fuori da quel partito.

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  76. Caro Tocci, avrebbe fatto meglio a farlo senza dirlo (qui quello che penso della sua scelta: http://pensieri-eretici.blogspot.it/2014/10/dimettersi-nel-modo-sbagliato.html).

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  77. tutta la mia solidarietà, finalmente qualcuno che si è ricordato la sua storia,spero solo che il nipotino sciocco di berlusconi si scorni presto.

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  78. Per prima cosa, caro Tocci, dovresti essere fedele a chi ti a eletto, non al partito. Chi ti ha eletto non si sarebbe certo aspettato un tuo voto favorevole ad una porcheria come quella di ieri.

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  79. Senatore,
    tanto di cappello. Lei è uno dei pochi che nel PD ha ancora la capacità di tenere schiena dritta.

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    1. NB. però forse sarebbe stato più corretto non votargli la fiducia. Peccato.

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  80. Mi pare però che in molti commenti ci sia una contraddizione ; si afferma che bisogna esser fedeli agli elettori, e non al partito. Ma Renzi non è diventato segretario , in primarie aperte, grazie agli elettori, e contro la maggioranza degli iscritti al partito ? ( tra questi ultimi ha avuto la maggioranza RELATIVA, ma non quella assoluta. Gli altri due, sommati, hanno avuto il 54% ) . Solo DOPO l'elezione a segretario ha imposto una direzione dove i suoi sono netta maggioranza.Insomma cosa sia e con chi stia questo oggetto misterioso ( la "ditta" bersaniana), ancora non è chiaro, e forse Tocci non ha torto a voler continuare la battaglia dentro il partito. Ma ha torto nel dimettersi dal senato (che però respingerà le dimissioni).

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  81. il tuo posto in senato - sia pure filtrato dalla "designazione" - è dovuto alla volontà e al voto dei cittadini, e non al capo del governo. Credo che quello che ritieni essere il bene dei cittadini venga prima della disciplina di partito. Penso che il tuo posto sia in senato. Se possibile ritira le dimissioni!
    Lionello Caiati

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  82. Sarebbe meglio che lei non votasse la fiducia a questo governo di destra, uscisse eventualmente dai ranghi del PD e rimanesse in parlamento.
    Se io votassi la fiducia ad un governo che va contro tutti i miei ideali, dopo averlo fatto mi sentirei in dovere come minimo di compiere un seppuku, NON di dimettermi.
    Con rispetto, lei ha preso la decisione peggiore possibile.

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  83. La scellerata decisione di votare si alla dittatoriale pretesa di mettere la fiducia su un atto di delega del parlamento 'sovrano' al governo che invece é o dovrebbe essere 'dipendente dal parlamento', costituisce una gravissima violazione della Costituzione e un tradimento degli elettori, della Nazione che lei ha il dovere di rappresentare, della sua coscienza di uomo e di parlamentare ligio al proprio ruolo e alla Carta costituzionale che in in parlamento lei ha sempre appassionatamente difeso. Le successive dimissioni, che io ritengo puerili e inutili a fronte del grave tradimento commesso, hanno avuto come effetto quello di creare un'inaspettata discontinuità nell'atteggiamento di Renzi: invece di dire "TOCCI CHI?" ci ha spiazzati tutti dicendo che avrebbe cercato di convincere Tocci a restare nel Pd. Odifreddi tra tutti i senatori piddini colloca il solo Tocci nella categoria degli 'uomini', mettendo nella categoria dei 'mezzi uomini' i tre astenuti compresa la donna(mezza-donna?) Ricchiuti, oltre a tutti i vari 'quaraquaquà' ammuinanti(?!) Piddini . Per quanto mi riguarda invece, Tocci dovrebbe divenire un caso scientifico solo x aver frenato la furia asfaltatrice di Renzi, che per la prima volta da quando è premier, invece di sbattere in faccia al ribelle il proprio 40,8 o giù di lì e dire "Tocci chi?", arriva alle stesse conclusioni di Odifreddi.Magari é solo perché Tocci gli ha tolto il gusto di dire che chi lo contesta difende in realtà la propria poltrona. Ma magari non é così e Renzi rende onore alla"umanità" di un altro essere umano. Speriamo comjnque che si astenga dal dire Walterstaisereno..........

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  84. Votare la fiducia prima di dimettersi proprio perché contrari a forma e sostanza di essa non è ammissibile. Avrebbe dovuto uscire da gruppo PD, restando in parlamento a dare battaglia per sostenere le sue idee. Casson, Mineo, Ricchiuti mi sembrano più coerenti e lineari: potranno uscire dal PD o anche esserne espulsi, ma se non ora quando avreste dovuto alzare la testa?

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  85. Se non ora quando? Molto prima! Cmq meglio tardi che mai.

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  86. Dispiace che abbia deciso di rassegnare le dimissioni ma la capisco. Il PD daltronde è da molto tempo (forse fin dalla sua fondazione) che ha rinunziato a rappresentare i lavoratori, e nonostante le lodevoli intenzioni dei suoi fondatori... L'aver sostenuto il governo Monti, la figuraccia con Prodi, le larghe intese con la destra di Alfano e di Berlusconi e le recenti politiche del governo Renzi, non fanno che avvalorare (purtroppo) la mia tesi. E' per tutte queste ragioni che da tempo non ho più rinnovato la tessera. L'unica speranza era quella riposta nel gruppo dei cosiddetti civatiani, di cui Lei è sicuramente uno dei più autorevoli. Temo però che, anche alla luce della deriva a destra dell'attuale segreteria, lo spazio per il cambiamento del paese (e del PD) sia sempre più impraticabile...

    Cordialmente
    Enrico

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  87. Ho letto i commenti ed è stato detto tutto.Posso solo aggiungere la mia amarezza e la mia solidarietà.
    Maurizio

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  88. Solidarieta' a chi? A ponzio pilato? no grazie. Genova sotto il fango ma non ci sono soldi x la sicurezza dei cittadini: i soldi servono x gli F35,Tav,opere faraoniche inutili e/o dannose che aumentano il rischio idro-geologico mettendo a rischio la vita di tutti i comuni mortali. Non ho mai visto un ministro spalare fango dalla propria casa. Il pd in questi 2 anni ha sovvertito il programma elettorale e ha votato x tutto cio' che e' deleterio x i cittadini comuni e vantaggioso x chi devasta e corrompe. Non sarebbe successo se le tante persone decenti, che pure ci sono, avessero votato in conformita' agli impegni presi con gli elettori e in conformita' alla Costituzione. Cosa che Tocci non ha fatto nemmeno stavolta poiche' ha votato l'estorsione della delega da parte del governo, il quale la deve invece ricevere dal parlamento 'x un tempo limitato e x oggetti definiti'. La gravita' dello strappo e' tale che io personalmente mi vergogno di aver stimato Tocci, il quale chiede ospitalita' al sito di civati x parlare agli elettori piddini specie giovani, ma snobba completamente tutti noi frequentatori di questo blog.

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  89. non si dovrebbe avere paura di colpire per una giusta causa apprezzo le dimissioni ma non il voto di fiducia
    visto che non la meritava e andava contro la fiducia affidata dai suo elettore avrei chiesto ...perche' l hai votata
    non se la meritano

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  90. Scusate ma di quale dimissioni parliamo se il Senatore ieri era in aula a votare? Ma ancora credete a sta gente voi ?

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